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Bruxelles, 4 febbraio 2004


Lettori stranieri: la Commissione chiede alla Corte di giustizia di imporre delle sanzioni all'Italia in relazione al caso dei lettori.


La Commissione europea ha deciso di invitare la Corte di giustizia a imporre all'Italia una sanzione giornaliera di 309.750 € per la mancata esecuzione di una sentenza relativa al trattamento discriminatorio nei confronti degli ex lettori di lingua straniera in alcune università italiane. Nella sua sentenza del 26 giugno 2001 la Corte aveva sancito che l'Italia, non avendo riconosciuto i diritti acquisiti dei lettori di lingua straniera divenuti collaboratori linguistici ed esperti di lingua madre, e avendo viceversa riconosciuto tali diritti a tutti i lavoratori italiani, ha violato le disposizioni del Trattato relative al divieto di discriminazioni sulla base della cittadinanza. Il 14 gennaio 2004 l'Italia ha varato un decreto legge che equipara il precedente status dei lettori a quello dei ‘ricercatori a tempo definito'. La Commissione ritiene che questo decreto non applichi pienamente la sentenza della Corte ed ha quindi deciso di chiedere la fissazione di una sanzione giornaliera pari a 309.750 € da pagare fino a quando non venga approvato un decreto che applichi pienamente la sentenza della Corte.

La sentenza originaria della Corte

Nella propria sentenza del 26 giugno 2001 relativa alla causa C-212/99, la Corte di giustizia dichiara che le università italiane hanno trattato i cittadini di altri Stati membri in maniera differente rispetto ai cittadini italiani, operando quindi una discriminazione sulla base della cittadinanza. Tale discriminazione è basata sul fatto che gli ex lettori di lingua straniera divenuti collaboratori linguistici non hanno ottenuto gli aumenti di stipendio, il riconoscimento dell'anzianità ed il pagamento dei contributi di sicurezza sociale da parte del datore di lavoro; tutti questi trattamenti sono stati invece riconosciuti e garantiti ai lavoratori di cittadinanza italiana, sulla base della legislazione nazionale. Successivamente alla sentenza, le autorità italiane hanno varato alcune misure, ma la Commissione non le ha ritenute sufficienti per una corretta e completa applicazione della sentenza

Il 14 gennaio 2004 il governo italiano ha adottato un decreto con il quale i diritti degli ex lettori sono stati equiparati a quelli della categoria nazionale dei ricercatori a tempo definito. Il decreto stanzia 10 milioni di € per il pagamento di diritti acquisiti e preclude ai lettori l'esercizio di qualsiasi funzione docente.

La Commissione ritiene che inquadrare i lettori come ricercatori a tempo definito imponga loro uno status che per i cittadini italiani rappresenta invece una libera scelta.


Inoltre di norma i lettori lavoravano a tempo pieno , e le ore di lavoro da essi svolte erano nettamente superiori a quelle svolte dai ricercatori a tempo definito.

Il nuovo inquadramento non è quindi conforme alla sentenza della Corte. Il divieto di esercitare la funzione docente è in contrasto con l'attuale situazione nelle università italiane e pregiudica l'attuale funzione e status dei lettori . Infine il decreto non affronta il tema dei pagamenti arretrati e dei contributi di sicurezza sociale.

Per tali motivi la Commissione europea ritiene che il decreto non applichi completamente e correttamente la sentenza della Corte e propone l'imposizione di una sanzione giornaliera.

Source:
RAPID