Le regole della Commissione prevedono che i reclami relativi a possibili infrazioni
del diritto comunitario siano sistematicamente registrati ed esaminati. I reclami
in materia ambientale costituiscono una quota consistente del numero complessivo
di reclami ricevuti annualmente dalla Commissione.
Il trattamento di tali reclami richiede la attiva cooperazione degli Stati membri,
in particolare per chiarire i fatti e le rispettive posizioni ufficiali. Tale
cooperazione è prevista dall'articolo 10 del trattato CE (ex art. 5).
La decisione della Commissione assume la forma di una ingiunzione, che costituisce
un primo avviso inviato ai tre Stati membri. La lettera riguarda unicamente
l'aspetto generale della cooperazione e non il merito dei reclami.
A ulteriore titolo di informazione, tale azione fa seguito ad un riesame della
cooperazione prestata da tutti gli Stati membri. A livello complessivo la cooperazione
risulta soddisfacente, tuttavia vi sono alcuni problemi. In generale, sia l'Italia
che la Francia rispondono tempestivamente alle richieste della Commissione.
L'Irlanda è solita invece rispondere più frequentemente in ritardo.
I reclami riguardano i seguenti aspetti:
Irlanda
Mancato completamento della classificazione della Baia di Dublino come zona
di protezione speciale (ZPS) ai sensi della direttiva Uccelli selvatici [1]
e mancata applicazione delle misure di protezione previste dalla direttiva relativamente
ad una serie di piani e progetti che interessano la baia, compreso un progetto
di piano regolatore di Dublino che prevede uno svincolo autostradale sotto Sandymount
Stand. Nel quadro della proposta relativa all'impianto di trattamento delle
acque reflue per Dublino finanziato dal Fondo di coesione, la Commissione ha
avuto un incontro positivo con le autorità irlandesi all'inizio dell'anno,
ed ha ottenuto un impegno a completare la classificazione della baia e assicurazioni
in merito all'impianto di trattamento delle acque reflue. Tuttavia, una risposta
alle domande specifiche della Commissione resta ancora in sospeso.
Italia
Eventuale scorretta applicazi one della direttiva sulla valutazione d'impatto
ambientale [2] e della direttiva Habitat relativamente ad un progetto di discarica
per rifiuti solidi urbani in Contrada Giglio - Partanna (Trapani). Ciò
rientra nella più ampia questione di come le autorità italiane
tengano in considerazione la necessità della valutazione di impatto ambientale
(VIA) di progetti che rientrano nell'allegato II della direttiva sulla valutazione
dell'impatto ambientale, soprattutto quando i siti vengono proposti nel quadro
della direttiva Habitat.
Eventuale scorretta applicazione della direttiva quadro sui rifiuti [3] e della
direttiva Habitat relativamente ad una discarica presso Tor Lupara-Inviolata
(Roma). Ciò riguarda la più ampia questione del grado in cui i
requisiti UE in materia di gestione dei rifiuti sono effettivamente applicati
e fatti rispettare in Italia.
Francia
Inquinamento causato da fonderie nel comune di Bourg-Fidèle (dipartimento
delle Ardenne) che potrebbe rivelare l'infrazione di diverse direttive comunitarie
in materia di inquinamento atmosferico e idrico.
Minacce alle acque superficiali e alla zona di protezione speciale della Baia
di Mont Saint-Michel classificata ai sensi della direttiva Uccelli selvatici
ed esposta agli effetti di un allevamento intensivo di pollame situato nel dipartimento
di Ille-et-Vilaine, ubicato intorno alla baia.
[1] Direttiva 79/409/CEE del Consiglio concernente la conservazione degli
uccelli selvatici.
[2] Direttiva 85/337/CEE del Consiglio concernente la valutazione dell'impatto
ambientale in determinati progetti pubblici e privati.
[3] Direttiva 75/442/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti, modificata dalla
direttiva 91/156/CEE.