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La Commissione avvia un'indagine sugli aiuti che l'Italia prevede di concedere alla Fiat di Melfi

La Commissione europea ha deciso di avviare una procedura d'indagine approfondita sui 40 milioni di euro (78 miliardi di lire) di aiuti previsti a favore dello stabilimento Fiat di Melfi (Basilicata). La Commissione non ha potuto stabilire in questa fase se gli aiuti previsti rispettano le disposizioni della disciplina sull'industria automobilistica ed invita l'Italia a presentare le sue osservazioni entro un mese.

Nel marzo 1999 l'Italia ha notificato un progetto di aiuti regionali, dell'importo nominale di 40 milioni di euro (78 miliardi di lire), per investimenti realizzati da Fiat Auto nello stabilimento di Melfi (Basilicata).
Fiat Auto possiede fabbriche in Italia, in Polonia, in Turchia e in Sudamerica. L'impresa ha prodotto 2,9 milioni di autoveicoli nel 1998, di cui 1,6 milioni in Italia, ed impiega 62 000 dipendenti in Italia, di cui 6 300 a Melfi. La fabbrica di Melfi produce ogni giorno 1 200 Punto e 400 Lancia Y. Il progetto notificato, che non implica alcun cambiamento di capacità, mira essenzialmente a sviluppare linee nuove e flessibili di carrozzeria e d'assemblaggio, in relazione con il lancio della nuova Punto. Gli investimenti, che ammontano a 224 milioni d'euro (436 miliardi di lire), vengono effettuati nel periodo 1997-2000. Le autorità italiane affermano che, in alternativa, l'investimento potrebbe essere realizzato nello stabilimento che il gruppo Fiat possiede a Tichy in Polonia. L'Italia ha dunque preparato un'analisi costi/benefici, comparando i costi relativi ad una produzione giornaliera di 1 200 nuove Punto a Melfi con una produzione distribuita tra Melfi (800 auto al giorno) e Tichy (400 auto al giorno). Ne risulterebbe uno svantaggio per Melfi del 27,3%, sufficiente per autorizzare l'aiuto del 15,3%. Anche se la possibilità tecnica di produrre le nuove Punto in Polonia sembra plausibile, le autorità italiane non hanno dimostrato in modo sufficiente che lo stabilimento di Tichy costituisca effettivamente, nelle intenzioni dell'investitore, l'alternativa per spostarvi una parte della produzione di questo nuovo modello.
In base alle informazioni attualmente in possesso della Commissione, gli aiuti in questione non sembrano poter beneficiare di una deroga. La Commissione ha di conseguenza deciso di aprire un'indagine approfondita, richiedendo all'Italia di fornire entro un mese tutte le informazioni necessarie per l'esame del caso.

 

Source:
RAPID
24-11-99