La Commissione europea ha deciso di emettere un parere motivato nei confronti della Grecia, dell'Italia e del Portogallo, che non hanno fornito informazioni sugli impianti di trattamento dei rifiuti pericolosi come previsto dalla direttiva CEE relativa ai rifiuti pericolosi (91/689/CEE).
La direttiva quadro 75/442/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti stabilisce che gli Stati membri istituiscano un'adeguata rete integrata di imprese di smaltimento, per consentire all'UE nel suo complesso di diventare autosufficiente in materia di smaltimento dei rifiuti e ai singoli Stati membri di puntare a tale obiettivo, tenendo conto delle situazioni geografiche o della necessitą di disporre di impianti specializzati per alcuni tipi di rifiuti. La rete deve inoltre permettere di smaltire i rifiuti nell'impianto adeguato pił vicino ricorrendo ai metodi e alle tecnologie pił opportuni, al fine di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e della salute pubblica.
Alla luce di queste considerazioni, la direttiva sui rifiuti pericolosi prevedeva che gli Stati membri inviassero alla Commissione informazioni sugli stabilimenti di trattamento dei rifiuti che potessero far parte della suddetta rete integrata. Le informazioni dovevano comprendere il nome e l'indirizzo dell'impianto, il sistema di trattamento utilizzato e i tipi e le quantitą di rifiuti trattati. Tali dati dovevano pervenire in un formato approvato nel 1996.
Nonostante vari richiami e una lettera di notifica formale gli Stati membri citati non hanno fornito le informazioni richieste.
La decisione adottata dalla Commissione rientra in un impegno concertato teso a garantire l'esistenza di una serie comune di dati di base relativi agli impianti di trattamento dei rifiuti pericolosi all'interno dell'UE.
Source:
RAPID
18 / 12 /1998