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La Commissione europea avvia un nuovo procedimento contro l'Italia in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro

La Commissione europea intende notificare alle autorità italiane un parere motivato sulla base dell'articolo 226 del Trattato CE in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro. La normativa italiana comunicata alla Commissione recepisce infatti soltanto in parte alcuni requisiti minimi dell'allegato I della direttiva 89/655/CEE (requisiti minimi di sicurezza e di salute per l'uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori durante il lavoro).

Italia: sicurezza e salute e uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori
La normativa italiana comunicata alla Commissione recepisce soltanto in parte alcuni requisiti minimi dell'allegato I della direttiva 89/655/CEE , in particolare:
- il lavoratore deve avere il tempo e/o i mezzi per sottrarsi rapidamente ai rischi causati dall'azionamento e/o arresto dell'attrezzatura di lavoro;
- la rimessa in moto di un'attrezzatura di lavoro dopo un arresto, indipendentemente dalla sua origine, deve potersi effettuare soltanto mediante un'azione volontaria su un apposito dispositivo di comando; lo stesso vale per il comando di una variazione importante delle condizioni di funzionamento (ad esempio, velocità, pressione, ecc.), salvo che la rimessa in moto o la variazione non presenti alcun pericolo per il lavoratore esposto;
- ogni postazione di lavoro deve essere dotata di un dispositivo di comando che consenta di arrestare, in funzione dei rischi esistenti, tutta l'attrezzatura di lavoro, oppure soltanto parte di essa, in modo che l'attrezzatura si trovi in condizioni di sicurezza. L'ordine di arresto dell'attrezzatura di lavoro deve essere prioritario rispetto agli ordini di messa in moto. Ottenuto l'arresto dell'attrezzatura di lavoro o dei suoi elementi pericolosi, l'alimentazione degli azionatori deve essere interrotta;
- le protezioni e i sistemi protettivi devono essere di costruzione robusta, non devono provocare rischi supplementari, non devono essere facilmente elusi o resi inefficaci, devono essere situati ad una sufficiente distanza dalla zona pericolosa, non devono limitare più del necessario l'osservazione del ciclo di lavoro, devono permettere gli interventi indispensabili per l'installazione e/o la sostituzione degli attrezzi, nonché per i lavori di manutenzione, limitando però l'accesso unicamente al settore dove deve essere effettuato il lavoro e, se possibile, senza che sia necessario smontare le protezioni o il sistema protettivo.
La Commissione intende notificare nei prossimi giorni alle autorità italiane un parere motivato ai sensi dell'articolo 226 del Trattato CE per attirare la loro attenzione sui punti indicati sopra. Le autorità italiane avranno a disposizione due mesi per comunicare la loro posizione. In mancanza di una loro risposta o in caso di risposta insoddisfacente, il caso potrebbe essere deferito alla Corte europea di giustizia

 

Source:
RAPID
28-07-99