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Vicende TAV - SME . Il Presidente della Commissione europea agisce in sede legale a tutela della propria onorabilità - i risarcimenti saranno destinati a associazioni impegnate nella lotta contro le mafie

In relazione a notizie diffuse dalla stampa nei giorni scorsi il Presidente della Commissione europea prof. Romano Prodi precisa quanto segue :
Vicenda SME-SIDALM
Risulta documentalmente provato, diversamente da quanto asserito anche da alcuni protagonisti della vicenda (in particolare dal sen. Armani, all'epoca componente del Comitato di presidenza e del Consiglio di Amministrazione dell'IRI), che:
- fin dal 24 aprile 1985, in occasione di un comitato di presidenza cui parteciparono tutti i suoi componenti - tra cui il prof.Armani, il Direttore generale dell'IRI, il magistrato della Corte dei Conti delegato ed il presidente del Collegio sindacale, il Presidente Prodi fornì una informativa sulle trattative in corso con importanti operatori finanziari ed industriali per l'acquisizione del pacchetto di controllo SME-SIDALM.
Sempre in tale occasione il Presidente Prodi precisò che eventuali intese sarebbero strate sottoposte all'approvazione del Consiglio di Amministrazione (C.d.A.) e subordinate ai prescritti consensi dell'autorità di Governo;
- in data 29 aprile 1985 venne sottoscritto il documento con il quale il presidente dell'IRI si impegnava a sottoporre con parere favorevole agli organi decisionali competenti l'ipotesi di accordo;
- in data 2 maggio 1985, in occasione della riunione del Comitato di presidenza, venne distribuito il testo dell'intesa, venne preannunciato che esso sarebbe stato sottoposto al C.d.A. del successivo 7 maggio 1985, venne precisato che il Consiglio sarebbe rimasto assolutamente libero di approvarlo o meno, venne ribadito che la validità dell'intesa era subordinata sia alla condizione della approvazione del C.d.A. sia alla condizione del consenso da parte del Governo.
Il prof. Armani, presente anche in quella occasione, intervenne per sottolineare la validità economica della cessione SME, pur in presenza del meccanismo di attualizzazione del prezzo a 18 mesi, estendendo la positiva valutazione anche alla cessione della SIDALM a prezzo simbolico, in considerazione degli oneri che in futuro l'IRI avrebbe dovuto sostenere per il risanamento di essa;
- in data 7 maggio 1985, in occasione della convocazione del C.d.A., il Presidente dell'IRI illustrò i contenuti della proposta, le valutazioni peritali di stima delle due società, il parere del prof. Guatri sulla convenienza economica delle cessioni SME e SIDALM.

Il consigliere Armani intervenne per esprimere il proprio voto pienamente favorevole sia in adesione alle ragioni illustrate dal Presidente Prodi, sia considerando che l'operazione denotava la necessità di concentrazione di forze industriali e finanziarie nel settore dell'alimentazione per fronteggiare la concorrenza mondiale.
Il cons. Armani si espresse favorevolmente anche sul profilo finanziario, adducendo l'esistenza di un aspetto positivo da non sottovalutare in quanto l'IRI avrebbe dovuto destinare al settore alimentare forti investimenti nel futuro, con risorse che avrebbero dovuto sottrarsi ad altri settori.
Il cons.Armani prese la parola anche sulla congruità del prezzo, rimettendosi alle valutazioni del dott.Poli e del prof. Guatri, manifestando apprezzamento per le doti di competenza e serietà, confermate anche sull'accuratzza delle analisi e delle motivazioni che illustravano i risultati peritali.
Dopo ampia discussione, la delibera venne assunta all'unanimità dal Consiglio di Amministrazione dell'IRI, subordinando il perfezionamento dell'intesa, così come previsto fin dall'origine, all'assenso della competente autorità politico amministrativa;
- le successive fasi, sia governative che giudiziarie, della vicenda, furono determinate da decisioni ed interventi non riferibili al Presidente dell'IRI.
Vicenda TAV
- La TAV S.p.A. venne costruita nel luglio 1991, epoca in cui il prof. Prodi non era presidente dell'IRI:
- I consorzi IRICAV 1 e IRICAV 2 vennero costruiti nell'agosto 1991, epoca in cui il prof. Prodi non era presidente dell'IRI;
- nello stesso anno, e sempre sotto altra presidenza, vennero stipulate le convenzioni tra TAV e Iricav 1, per la realizzazione della tratta Roma-Napoli, e tra TAV ed Iricav 2, per la realizzazione della tratta Verona-Venezia. In relazione ad esse, peraltro, l'IRI svolgeva esclusivamente un ruolo di garanzia, essendo stato affidato ai consorzi il ruolo di general contractor e quindi l'incarico di provvedere alla progettazione esecutiva ed alla realizzazione delle opere;
- successivamente a tale periodo e precisamente nel gennaio 1992 l'Ente ferrovie dello Stato, nell'intento di tenere nel debito conto le conseguenze economiche e sociali della realizzazione del sistema ad alta velocità, nominò, il 16 gennaio 1992, il prof. Romano Prodi "Garante con il compito di studiare l'impatto diretto ed indiretto del sistema italiano ad alta velocità sul territorio e sul sistema produttivo del Paese";
- nella sua qualità di garante il Prof.Prodi ebbe un ruolo puramente scientifico, del tutto estraneo alla società TAV e all'Ente Ferrovie dello Stato e senza alcun potere né di gestione né di decisione nell'intero progetto del sistema ad alta velocità;
- nel maggio 1993, essendo stato nominato presidente dell'IRI, il prof.Prodi si dimise dall'incarico di Garante;
- per il lavoro svolto quale garante il prof.Prodi non volle e non ricevette alcun compenso;
- il prof.Prodi intervenne esclusivamente, in virtù del ruolo di garanzia assegnato all'IRI, alla stipula, nel febbraio 1994, dell'atto integrativo alla convenzione TAV Iricav 1. Tale atto integrativo costituiva un atto obbligato, in forza della convenzione già sottoscritta nel 1991.

La realizzazione delle opere e l'affidamento degli appalti per il consorzio TAV-Iricav 1 riguardava invece l'esclusiva sfera di competenze e di autonoma responsabilità del consorzio stesso.
Vicenda CIRIO - BERTOLLI - DE RICA
Su tale vicenda si è già pronunciata l'unica autorità che, per competenza e completezza di dati esaminati, poteva e doveva esprimere una valutazione sulla correttezza dell'operazione di cessione del pacchetto azionario.
Appare necessario ricordare che il giudice pronunciò una sentenza di non luogo a procedere con la più ampia formula di proscioglimento (il fatto non sussiste) a seguito di udienza preliminare, con approfondito contraddittorio tra accusa e difesa e con l'acquisizione di una perizia d'ufficio redatta da un collegio di cinque esperti.
A causa del reiterarsi e dell'estendersi della campagna di stampa su tali argomenti, connotata da profonde inesattezze e da gravi lesioni dell'immagine e della reputazione dell'interessato, il prof.Prodi ha dato mandato ai suoi legali di agire nelle competenti sedi giudiziarie a tutela della propria onorabilità ed al fine di ottenere l'integrale risarcimento dei danni subiti sin da ora stabilendo che tale risarcimento dovrà essere destinato alla Associazione Nazionale LIBERA, Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie, presieduta da Don Luigi Ciotti.

 

Source:
RAPID
13-12-1999