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  Prof. Fabio Santangeli
Diritto processulae civile
Laurea Magistrale
 

Materiale Didattico
A.A. 2009/2010

MATERIALE DIDATTICO

 

 
NOTA:
Il materiale indicato tra i sussidi didattici non sarà in alcun modo oggetto di discussione in sede di esame.
La sua lettura (assolutamente facoltativa) è finalizzata solo a offrire chiarimenti e spunti di riflessione in relazione ad alcune tematiche affrontate durante le lezioni
   
Lezioni

mercoledì 14 ottobre 2009
- Considerazioni generali e presentazione del corso


giovedì 15 ottobre 2009
- Le fonti del processo -
Fonti del diritto processuale
- Fonti internazionali e dell’U.E.
- I principi fondamentali del diritto processuale europeo.
- Fonti costituzionali, 24 cost. e 101 ss. cost.
SUSSIDI DIDATTICI:
- L. 848/1955

 

venerdì 16 ottobre 2009
- Segue. Le fonti nel processo
- I principi costituzionali (art. 24 cost.ss e 101 cost. ss; rinvio)
- L’immediata portata precettiva dell’art. 111 Cost
- Riserva di legge ex art. 111 Cost, il richiamo alla legge.
- art. 116 e 117 Cost. e l’attribuzione della potestà legislativa.
- Il codice di procedura civile, il codice civile, le leggi speciali.
- Regolamenti e prassi
- Le fonti nel processo inglese

 

mercoledì  21 ottobre 2009
- Art. 24 Cost. comma 1°
- Sulla non indispensabilità del processo civile per l’esercizio del diritto sostanziale. Rinuncia, transazione.
- Diritti disponibili e diritti indisponibili.
- La giurisdizione civile e i suoi limiti (3)
- ADR, Arbitrato e conciliazione.
- Arbitrato.
- La giurisdizione privata nelle associazioni ed i probi viri. Il tribunale dello sport.
- L’arbitrato obbligatorio
- La conciliazione; le varie forme.
- Tentativo obbligatorio di conciliazione. Costituzionalità della giurisdizione condizionata.

 

giovedì 22 ottobre 2009
- Segue. Art. 24 comma 1° Cost.
- La giurisdizione civile ed i suoi limiti: (2) il limite esterno alla giurisdizione.
- Riconoscibilità dei provvedimenti giurisdizionali stranieri nel nostro ordinamento e viceversa.
- Legge 218/1995
- Reg. UE 44/2001
SUSSIDI DIDATTICI:
- Cass. Civ. n.1183/2007;
- Corte d’Appello di Roma, decr. 13/07/06
- L. 218/1995
- Reg. UE 44/2001

 

venerdì  23 ottobre 2009
- Segue. Art. 24 cost. 1° comma
- La giurisdizione civile e i suoi limiti: (1) il limite interno alla giurisdizione
- Giurisdizione, potere politico (autodichia).
- Giurisdizione e amministrazione. Il difetto assoluto di giurisdizione
- Difetto relativo di giurisdizione: La giurisdizione unica in Spagna.
- I giudici speciali: disposizioni costituzionali su giudici speciali e giudici straordinari.
- In particolare: giurisdizione ordinaria e giurisdizione del giudice amministrativo.
- Artt. 103, 113 Cost.
- Artt. 37, 41 c.p.c. (regolamento di giurisdizione)
- La translatio iudicii. Art. 59 l.69 del 2009
- Giurisdizioni concorrenti: il Tribunale ordinario e le Autorità di garanzia con successive impugnazioni
SUSSIDI DIDATTICI:
- Corte Cost. n. 204/2004
- Cass. Civ., sez. un., n. 11019/2004
- App. Milano 29/10/09
- Cass. Civ., sez. un., n. 30254/2008

 

mercoledì 28 ottobre 2009
- L’esercizio della giurisdizione.
- Organi giudiziari in materia civile. (Tribunale, monocratico e collegiale, sezioni distaccate, giudice di pace, Corte d’Appello; disposizioni in materia sull’ordinamento giudiziario)
- Artt. 101-102, 104-111 Cost.
- La responsabilità del giudice per dolo e colpa grave.
- Art. 25 Cost.
- Individuazione dell’ufficio giudiziario competente (art. 25 Cost., 7 ss. c.p.c.). Rilevazione dell’incompetenza o dell’inosservanza delle norme sulle sezioni distaccate (art. 83 ter disp. att. c.p.c.)
- I mezzi di impugnazione
- Individuazione del rito da applicare.
SUSSIDI DIDATTICI:
- Cass. Civ., sez. un., ord. n. 21661/2009
- Cass. Civ. ord. n. 8093/2009
- Cass. Civ. ord. n. 4914/2009
- Cass. Civ. ord. n. 29276/2008

 

giovedì 29 ottobre 2009
-
Segue. L’esercizio della giurisdizione.
- Individuazione del giudice (persona fisica) competente
- Astensione e ricusazione

 

venerdì 30 ottobre 2009
-
Riepilogo.
- Gli elementi incomprimibili per garantire il diritto alla azione in giudizio.
- Principi processuali internazionali, principi costituzionali, principi generali.
- Il diritto di agire in giudizio elemento da solo non sufficiente per garantire l’effettività della tutela.
- Il diritto alla tutela cautelare
- Il diritto alla prova
- Il diritto al contraddittorio
- Il diritto al difensore (principio costituzionale ex art. 24 Cost.)
- Il diritto alla riparazione degli errori giudiziari (art. 24 comma 4 Cost.)
- Il diritto alla durata ragionevole del processo
- Il diritto ad un giudice terzo e imparziale
- Il diritto a conoscere la posizione del giudice, il divieto della terza via (principio generale, non costituzionale verosimilmente, non processuale internazionale)
- Il diritto alla stabilità degli effetti della decisione, il divieto del ne bis in idem
- Il diritto alla motivazione della decisione (principio costituzionale 111 Cost., non processual-internazionale)
- Il diritto alla eventuale tutela coattiva di quanto ottenuto nel processo.
- Il diritto alla impugnazione (principio costituzionale ex art. 111 Cost.)
SUSSIDI DIDATTICI:
- Corte giust. CE n. 173/2006

 

mercoledì 04 novembre 2009
- Il processo di cognizione.
- Atto introduttivo
- A chi e come si propone la domanda.
- I vari atti introduttivi del processo civile a seconda del rito.
- La citazione. Esame dell’art. 163 c.p.c.. Gli elementi della citazione.
- Indicazione dell’organo giudiziario
- Art. 163 n. 1 c.p.c.
- Art. 163 n.2 c.p.c.
- Le parti
- Potere di proporre la domanda. La legittimazione e la capacità di stare in giudizio di persone fisiche e giuridiche.. La nomina di curatore speciale. Le autorizzazioni.
- La rappresentanza processuale volontaria-art. 77 c.p.c.
- Art. 24 Cost.
- La condizione dell’azione della legittimazione ad agire
- Art. 81, c.p.c.
- Class action e azioni collettive. Il P.M.
- Distinzione tra diritti disponibili e diritti indisponibili.
- Rilievo e conseguenza del difetto di capacità o autorizzazione, e sanatoria (rinvio).

 

giovedì 05 novembre 2009
- Segue. Gli elementi della citazione.
- Art. 163, 3° comma, n. 3, c.p.c.
- Petitum immediato e mediato
- La condizione dell’azione della possibilità giuridica.
- Azioni di accertamento, di condanna e costitutive, e di condanna.
- La condizione dell’azione dell’interesse ad agire.
- Questioni incidentali e pregiudiziali (art. 34 c.p.c.).
SUSSIDI DIDATTICI:
- Trib. Roma, decr. 19.02.05

 

venerdì 06 novembre 2009
- Segue. Gli elementi dell’atto di citazione. Art. 163, 3° comma, n. 4, c.p.c.
- (l’esposizione dei fatti) I fatti allegati. I fatti costitutivi. I fatti principali e i fatti secondari.
- Il principio di allegazione e il divieto di scienza privata del giudice.
- (e degli elementi di diritto) “Iura novit curia”. Libertà del giudice ma divieto della “terza via”
- Limite della pronuncia all’oggetto della richiesta (art. 112 c.p.c.)
- Individuazione delle azioni e dell’oggetto per evitare il ne bis in idem, per delimitare la portata del giudicato, per risolvere la litispendenza.
- Cumulo di domande. Condizionato, subordinato, alternativo (pluralità di petitum e/o di causa petendi)
- Pluralità di domande, la connessione e le modifiche alla competenza per l’introduzione del processo; la riunione e la separazione dei giudizi (art. 31 ss. c.p.c.).
- Art. 163 3° comma n. 5 c.p.c.
- Introduzione al concetto di preclusione.
- La procura alle liti e la sottoscrizione dell’atto. Il difensore (onorari e patto di quota lite. gratuito patrocinio 24 Cost.)
- Indicazione della data d’udienza e termini a comparire
SUSSIDI DIDATTICI:
- Atto di citazione;
- Cass. Civ., sez. un., n. 23726/2007

 

mercoledì 11 novembre 2009
- Notificazione. Ruolo dell’Ufficiale giudiziario.
- La notificazione dell’atto (documento) informatico
- La notificazione ad opera dell’avvocato.
- Costituzione in giudizio, iscrizione a ruolo, designazione dell’istruttore: Art.165-168-168 bis c.p.c.
- Le comunicazioni nel corso del processo. Comunicazioni telematiche; l’esperienza già operativa del tribunale di Milano.
- I soggetti del giudizio. parte, difensore, ufficiale giudiziario, cancelliere, presidente del tribunale e di sezione, giudice istruttore
- Effetti sostanziali e processuali della domanda.
- Effetti sostanziali.
- Effetti processuali.
- Continenza e litispendenza
- Individuazione delle azioni e dell’oggetto per risolvere la litispendenza.
SUSSIDI DIDATTICI:
- Corte Cost. n. 477/2002

 

giovedì 12 novembre 2009
- La nullità degli atti processuali
- Artt. 156-162 c.p.c.
- Art. 164 c.p.c.

 

venerdì 13 novembre 2009
- Le difese del convenuto
- La contumacia Valutazione della contumacia nell’ordinamento inglese e in quello tedesco
- Comparizione
- Costituzione
- Ammissione o contestazione, o allargamento dell’ambito del processo per il tramite dell’allegazione di nuovi fatti ; le eccezioni.
- Allargamento dei soggetti del processo, tramite gli interventi; allargamento dell’oggetto del processo, tramite la domanda riconvenzionale.
- La disciplina nel nostro ordinamento; disciplina della contumacia e della comparizione del processo. Valutazione del comportamento del convenuto contumace.
- Comparizione in giudizio
- Costituzione del convenuto e comparsa di risposta (167 c.p.c.)
- Il principio di non contestazione (115 c.p.c.)
SUSSIDI DIDATTICI:
- comparsa di costituzione e risposta
- comparsa di risposta con domanda riconvenzionale

 

mercoledì 18 novembre 2009
- Segue: Difese e decadenze (art. 167, c. 2 e 3, c.p.c. )
- Distinzione tra eccezioni d’ufficio ed eccezioni di parte (artt. 112 – 157 c.p.c.)
- Eccezione di compensazione (art. 35 c.p.c.) e domande riconvenzionali (connesse per titolo e soggettivamente: art. 36 c.p.c.), con riferimento anche al profilo della competenza del giudice
- L’intervento nel processo su istanza del convenuto (269 comma 2 c.p.c.)
- La proposta conciliativa ex art. 91 c.p.c.

 

giovedì 19 novembre 2009
- La disciplina delle udienze: art. 128 c.p.c. e 84 disp.att. c.p.c.
- forma della trattazione: art. 180 c.p.c.
- La prima udienza di trattazione della causa
- I controlli del giudice (difetto di rappresentanza o di autorizzazione: art. 182 c.p.c. (post riforma 2009) e l’eventuale rinvio della prima udienza di trattazione
- La comparizione delle parti ed il tentativo di conciliazione (art. 183 comma 3 e art. 185 c.p.c.)
- La richiesta del giudice di chiarimenti e la necessaria indicazione delle questioni rilevabili d’ufficio da trattare
- Art. 269 (c. 3) c.p.c.: chiamata di un terzo in causa: differenza tra chiamata effettuata dal convenuto e chiamata effettuata dall’attore.
- L’udienza al bivio: continuazione o concessione dei tre termini perentori.
- La continuazione della udienza.
- e trattazione della causa: artt. 183, 187, 184 c.p.c, 81 disp. att.

 

venerdì 20 novembre 2009
- art. 81 bis disp. att. : calendario delle udienze
- art. 187 c.p.c: provvedimenti del giudice istruttore
- La concessione dei tre termini e la successiva continuazione della trattazione.
- La precisazione delle conclusioni. 188, 189,
- Dalla precisazione alla decisione nelle cause collegiali 190 c.p.c.
- 275 c.p.c.
- Nelle cause Avanti al tribunale in funzione monocratica. Art. 281 quinquies e sexies ss. c.p.c.
- La disciplina dei termini e la rimessione in termini

 

mercoledì 25 novembre 2009
- L’attività istruttoria
- Introduzione degli elementi nel processo. Diritto , fatti, regole scientifiche ecc…
- Diritto
- Regole scientifiche, logiche…
- I fatti. accadimenti, fatti statici, capacità della persona, stati d’animo
- L’allegazione dei fatti : attività del giudice e attività di parte
- I fatti principali: fatti costitutivi e introduzione di parte (divieto di scienza privata del giudice); fatti impeditivi, estintivi, modificativi e art. 167 c.p.c. (differenza tra “introduzione di parte” e “rilevazione d’ufficio”)
- I fatti secondari (fatti che servono a convincere dell’esistenza dei fatti principali) e l’attività del giudice
- I fatti e le prove.
- La prova come “strumento di mediazione che consente al giudice di utilizzare il fatto affermato ai fini della decisione”
- Finalità della prova: accertamento della verità e della certezza del fatto o solo della sua probabilità e verosimiglianza?

 

giovedì 26 novembre 2009
- Preclusioni all’introduzione dei fatti (principali e secondari): art. 183 c.p.c.
- Comportamento della controparte davanti all’affermazione dell’esistenza di un fatto. Il principio di non contestazione.
- La prova dei fatti affermati; definizione di prova.
- I mezzi di prova
- Prova diretta e prova rappresentativa, prova critica
- Apparente principio di tipicità della prova e le prove atipiche

 

venerdì 27 novembre 2009
- Impulso all’attività probatoria nel processo civile ordinario, nel processo del lavoro e nel processo camerale (principio dispositivo e “inquisitorio attenuato”, e inquisitorio tout court.). Il ruolo della parte e del giudice.
- Introduzione dei fatti secondari e il giudice
- Prove escluse nel nostro ordinamento (segreto professionale, segreto confessorio, divieto di intercettazione tra coniugi…)
- Prove ammesse nel nostro ordinamento ma escluse in quelli di common law (i precedenti penali dell’imputato, le testimonianze “per sentito dire”…)
- La valutazione delle prove
- prova legale e prova liberamente valutabile dal giudice
- Art. 116 c.p.c.: il “prudente apprezzamento del giudice” e gli argomenti di prova
- Il convincimento del giudice: soggettivo o sociale? La massima di esperienza. La regola scientifica.
- Grado di convincimento del giudice: non assoluta certezza, ma grado di probabilità più o meno elevato (“prossimità alla certezza” nel processo penale, regola del “più probabile che non” nel processo civile)
SUSSIDI DIDATTICI:
- Cass. Civ. 10743/2009

 

mercoledì 2 dicembre 2009
- Principio di acquisizione probatoria e principio del divieto di non liquet
- Onere della prova e divieto del non liquet: art. 2697 c.c.
- L’attore e la prova dei fatti costitutivi
- Il convenuto e la prova dei fatti modificativi, impeditivi ed estintivi
- Criteri che agevolano la classificazione di un fatto come costitutivo o impeditivo/modificativo/estintivo e la ripartizione dell’onere della prova: criterio della vicinanza alla prova, interpretazione letterale della disposizione, interpretazione sistematica della norma…
- Ripartizione dell’onere della prova in caso di lamentato inadempimento di una obbligazione positiva e di obbligazione negativa.
- Il giudizio di ammissibilità e rilevanza
SUSSIDI DIDATTICI:
- Cass. Civ., sez. un., n. 13533/2001
- Cass. civ. n. 2976/2005
- Cass. civ., sez. un., n. 141/2006

 

giovedì 3 dicembre 2009
- degli atti del processo in generale: principio della libertà di forme (art. 121 c.p.c.)
- dei provvedimenti del giudice: principio della libertà di forma (art. 131 c.p.c.)
- i vari tipi di provvedimenti previsti dall’ordinamento: sentenza, ordinanza, decreto
- la disciplina dell’ordinanza ex art. 176-177 c.p.c. e il nuovo art. 702 ter c.p.c. (rinvio)
- perché adottare la decisione con un provvedimento o con un altro? Rilevanza della scelta tra ordinanza e sentenza con riferimento alla struttura del provvedimento, ai suoi effetti, al profilo della sua impugnazione, alla sua revocabilità, alla natura dell’organo decidente…
- artt. 295 e 42 c.p.c.: la mancata precisazione della forma del provvedimento con cui si sospende il processo: cosa cambia se assume la forma di ordinanza o di sentenza? Riferimento all’iter che porta la causa in decisione, alla tipologia del giudice decidente.
- Le pronunce sulla competenza disciplinate con la forma dell’ordinanza, e non più con sentenza: conseguenze.

 

venerdì 4 dicembre 2009
-
Della decisione della causa. Art. 276 c.p.c.: modalità di deliberazione della decisione (art. 131 comma 3 c.p.c.)
- I capi della decisione. Art. 276 c. 2 c.p.c.: ordine delle questioni che il giudice deve esaminare per giungere alla decisione (prima le questioni pregiudiziali, poi il merito della causa)
- Art. 276 c. 2 c.p.c. e principio di economia dei giudizi
- Su cosa si decide? L’oggetto della decisione; corrispondenza tra chiesto e pronunciato (112 c.p.c.) su domande e eccezioni. (rinvio a prima)
- Su quali elementi si decide? Elementi di fatto introdotti (allegazione e istruttoria); per gli elementi di diritto, iura novit curia 113 c.p.c. (rinvio a prima)
- Come si arriva realmente a decidere? Sillogismo, serie di sillogismi, precomprensione…
- La sentenza: il contenuto (art. 132 c.p.c.)
- La motivazione (art. 118 disp. att., 1°, 2°, e 3° comma)
- Art. 132 c. 2 n. 4 c.p.c. (post riforma 2009) e art. 281 sexies c.p.c.: “concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione”.
- Art. 132 c.p.c.: dopo la riforma del 2009, tra i requisiti manca il riferimento allo “svolgimento del processo”: maggiore rapidità nella stesura della decisione, a potenziale discapito di chiarezza e completezza.
- Sul mantenuto obbligo di rispondere alle richieste istruttorie ed alle eccezioni in senso lato e stretto delle parti.
- Una proposta: la “concisione” tra l’indicazione dei motivi e la spiegazione dei motivi.
- Il contenuto della motivazione: il ragionamento del giudice; la giustificazione del ragionamento del giudice.
- La motivazione negli altri ordinamenti (in Francia, la motivazione consiste nella sola indicazione dei motivi della decisione; negli Usa, le decisioni delle giurie popolari non sono motivate. Le ragioni di questa scelta.)
- La motivazione come elemento indispensabile di ordine processuale internazionale?
- La motivazione nel nostro ordinamento. La costituzionalizzazione del precetto.
- Sulla funzione della motivazione: ai fini dell’impugnazione della sentenza, del controllo della natura non arbitraria della decisione, della definizione della portata della decisione e della possibilità che la sentenza venga usata come precedente giudiziale…
- La motivazione nella pronuncia secondo diritto e in quella secondo equità
- La decisione secondo equità

 

mercoledì 9 dicembre 2009
- Segue: L’oggetto della decisione. Art. 112 c.p.c.: corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato (iura novit curia sul diritto, non sull’oggetto)
- Le diverse tipologie di sentenze in relazione alla domanda: sentenze di mero accertamento; sentenze di condanna (sentenze di condanna classiche, di condanna in futuro, di condanna ad un fare fungibile o infungibile. Art. 614 bis c.p.c.: attuazione degli obblighi di fare infungibili o di non fare); sentenze costitutive (necessarie e non necessarie)
- Carattere tendenzialmente definitivo della sentenza. Artt. 277 ss. c.p.c.: possibilità di limitare la decisione ad alcune domande o ad alcune questioni processuali o di merito.
- I rapporti tra la sentenza e la causa rimessa in istruttoria.
- Il capo autonomo della condanna alle spese giudiziali: in particolare..
- Art. 91, comma 1°, c.p.c.: condanna alle spese della parte soccombente in giudizio
- Art. 91, comma 2°, c.p.c.: condanna alle spese della parte che ha rifiutato senza giustificato motivo l’eventuale proposta conciliativa
- Art. 92 c.p.c.: compensazione delle spese
- Art. 96, commi 1° e 2°, c.p.c.: responsabilità aggravata delle parti e condanna (ad istanza di parte) al risarcimento del danno
- Art. 96, comma 3°, c.p.c.: condanna (d’ufficio) della parte soccombente al pagamento di una somma “equitativamente determinata”

 

giovedì 10 dicembre 2009
- Gli effetti della sentenza.
- Esecutorietà della sentenza di primo grado: ante e post riforma del 1990
- Art. 282 c.p.c.: provvisoria esecutorietà della sentenza di primo grado; portata della norma con riferimento alle pronunce di condanna, costitutive e di mero accertamento
- Cenni sulla successione nel processo: conseguenze del venir meno di una parte (persona fisica o giuridica: art. 110 c.p.c.)
- Segue: conseguenze della successione a titolo particolare nel diritto controverso in corso di causa. Art. 111, commi 1° e 2°, c.p.c.: contemperamento delle esigenze di tutela delle parti originarie del processo con quelle di libertà del traffico giuridico dei beni
- Segue: art. 111, commi 3° e 4°, c.p.c.: efficacia della sentenza nei confronti del successore a titolo particolare nel diritto controverso; rapporti tra la sua tutela processuale e la sua tutela sostanziale (norme sul possesso di buona fede, ex art. 1153 c.c., e sulla trascrizione, ex art. 2643 c.c.)
SUSSIDI DIDATTICI:
- Cass. Civ. n. 18512/2007
- Cass. Civ. n. 7369/2009


venerdì 11 dicembre 2009
- Segue. Il giudicato: formale (art. 324 c.p.c.) e sostanziale (art. 2909 c.c.)
- Funzione del giudicato nel nostro ordinamento. Potenziale giustificazione costituzionale o alla luce di principi sovranazionali del principio (riferimento all’art. 24 Cost.)
- Effetti del giudicato: incontrovertibilità della statuizione del giudice
- Effetti del giudicato sulle prescrizioni brevi: art. 2953 c.c.
- Carattere tendenzialmente non necessitato della sentenza (passata in giudicato) nel processo civile: i provvedimenti cautelari, le ordinanze anticipatorie…
- Possibilità di superamento del giudicato: cenni sul giudizio di revocazione
- Ambito di applicazione del principio del giudicato: nel processo di cognizione ordinario, nel processo sommario, nel processo del lavoro, nei procedimenti camerali. Il concetto di sentenza ai sensi dell’art. 111 Cost.: caratteristiche di decisorietà e definitività del provvedimento. L’efficacia di giudicato delle decisioni di merito e di rito
- L’ampiezza del giudicato: riguarda la domanda o tutti i passaggi necessari per arrivare alla decisione?
- Limiti oggettivi del giudicato: l’accertamento contenuto nella sentenza: l’individuazione delle parti, del petitum e della causa petendi (nelle domande auto-determinate ed etero-determinate)
- Limiti soggettivi del giudicato: art. 2909 c.c.: “le parti, i loro eredi e aventi causa”
- Limiti cronologici del giudicato:
- Retroattività degli effetti della pronuncia (conseguenze sulla successione nel processo.
- La rilevanza dei “fatti nuovi”(successivi alla sentenza) e l’eventuale rilevanza dello “jus superveniens” (distinzione tra sentenza con effetti istantanei e sentenza con effetti durevoli nel tempo)
SUSSIDI DIDATTICI:
- Cass. Civ. n. 9558/2009
 


    

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