Facoltà di Giurisprudenza di Catania
           

3.2. La sentenza nel caso Carra


Il principio di diritto è stato ribadito, più di recente, da Corte di Giustizia 8 giugno 2000, causa C-258/98, Carra e altri (Conclusioni avv. generale
Ruiz-Jarabo Colomer), che si distingue per un profilo ulteriore.


Il giudice che ha sollevato la questione di interpretazione (Pretura di Firenze) ha chiesto, infatti, se anche dopo la riforma attuata con la legge n. 196 del 1997 e il d.lgs. n. 469 del 1997, possa ritenersi sussistere il contrasto con i principi della libera concorrenza denunziato dalla Corte di Giustizia nella sentenza Job Centre II.


La Corte non ha fornito una risposta sul punto, limitandosi a constatare che "il giudice di rinvio non ha fornito alcuna precisazione in ordine al contesto giuridico nel quale deve inserirsi l'interpretazione richiesta, né ha esposto alcun motivo per il quale ritiene che l'esame della compatibilità con il diritto comunitario di un regime nazionale come quello menzionato nella seconda questione sia pertinente per la definizione della causa principale, i cui fatti sono anteriori all'adozione dello stesso", dichiarando la questione irricevibile.


La mancata risposta della Corte di Giustizia ha rilevanti effetti sul dialogo fra giudici comunitari e giudici nazionali, lasciando a questi ultimi ampia discrezionalità al momento di valutare la conformità o difformità dell'ordinamento nazionale rispetto ai principi del diritto comunitario anche nell'assetto "riformato" (sul punto v. infra, sezione II, par. 4)

 

 

     
 
Regione Sicilia Facoltà di Giurisprudenza di Catania TORNA ALLA HP