1. Il collocamento in Sicilia: un caso anomalo nel panorama nazionale.
Come stabilito dall'art. 17 dello Statuto regionale, la Regione Sicilia esercita una competenza legislativa concorrente in tema di legislazione sociale, rapporti di lavoro, previdenza ed assistenza sociale. Tale disposizione ha costituito il fondamento giuridico della differenziazione della disciplina regionale del collocamento e dei servizi pubblici per l’impiego rispetto a quella nazionale.
Già con il D.P.R. n. 1138 del 25 giugno 1952 (e successive integrazioni) alla Regione Sicilia venivano conferite le competenze spettanti agli organi centrali e periferici dello Stato e, con esse, dei competenti uffici del Ministero del Lavoro (Ispettorati e Uffici del Lavoro). In applicazione del succitato D.P.R., la legge regionale n. 2 del 23 gennaio 1957 apportava le prime importanti modifiche alla legge n. 264 del 29 aprile 1949, determinando il "passaggio" delle funzioni amministrative ed esecutive esercitate a livello nazionale dal Ministero del Lavoro, all'Assessore regionale al lavoro, previdenza ed assistenza sociale.
Questa diversità originaria costituirà il presupposto per gli interventi successivi che passano attraverso tre momenti fondamentali:
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la legge regionale n. 52 del 27 dicembre 1969, che ha introdotto in Sicilia numerosi elementi di novità rispetto alla cornice nazionale come, ad esempio, l'istituzione della Commissione regionale per l'avviamento al lavoro e per la massima occupazione, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali e di quelle datoriali, avente funzioni propositiva e consultiva in materia di collocamento e politiche attive del lavoro;
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la legge regionale n. 36 del 21 settembre 1990, di formale recepimento della riforma del mercato del lavoro operata dalla legge n. 56 del 28 febbraio del 1987. Con tale provvedimento, vengono istituite le Sezioni circoscrizionali per l'impiego ed il collocamento in agricoltura, nonché l'Agenzia regionale per l'impiego e per la formazione professionale;
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la legge regionale n. 24 del 26 novembre 2000, all'interno della quale vengono inserite alcune "norme urgenti in materia del lavoro" che operano un rinnovamento della Commissione regionale per l'impiego e dell'Agenzia regionale per l'impiego e per la formazione professionale e istituiscono il Comitato per il lavoro, l'occupazione e le politiche sociali (organismo tecnico-scientifico formato da esperti nelle materie di competenza dello stesso e con il compito di assistere il Presidente della Regione nell'individuazione e nel coordinamento delle iniziative e degli strumenti volti a favorire la crescita dell'occupazione).
Se in una prima fase la Sicilia si era contraddistinta per la realizzazione di interessanti anticipazioni in materia di collocamento rispetto alla legislazione nazionale, negli ultimi decenni lo scenario è mutato. In effetti, la materia risulta essere particolarmente complessa a causa di un uso non lineare dei poteri di autonomia.
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