Il Dipartimento di Giurisprudenza è stato selezionato dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione dell’Università e della Ricerca) per l’assegnazione del Fondo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca destinato a 180 strutture di ricerca di eccellenza nel periodo 2018-2022.

Quale Dipartimento di Eccellenza intende contribuire alla crescita delle conoscenze e competenze del giurista attraverso un’azione integrata, di carattere innovativo e ad alto impatto socio-economico, che interessa in ugual misura didattica, ricerca e terza missione.

La ricerca del Dipartimento sarà rivolta allo studio degli strumenti giuridici idonei a supportare i nuovi modelli di sviluppo economico emergenti nell’ambito della quarta rivoluzione industriale.

In particolare il Dipartimento si prefigge di dare un contributo, in ambito giuridico, all’elaborazione di contenuti scientifici e all’affinamento delle metodologie che possano agevolare la realizzazione degli obiettivi di sviluppo economico che animano le strategie e le iniziative di modernizzazione industriale, assicurando al contempo la loro legittimità e coerenza con i complessivi obiettivi dello sviluppo sostenibile.

La c.d. quarta rivoluzione industriale avrà conseguenze su governi, imprese, società civile e singoli individui, in quanto dovrebbe addirittura generare una trasformazione tale da modificare radicalmente il modo in cui viviamo, lavoriamo e comunichiamo, consentendo di coniugare crescita economica e sostenibilità (ambientale, sociale ecc.).

Si ritiene al contempo che tali cambiamenti epocali possano essere accompagnati da rischi altrettanti rilevanti, causati anche dall'incapacità di adattamento delle organizzazioni, al punto da mettere in crisi lo stesso modello di democrazia così come oggi inteso. Si paventano non solo difficoltà da parte delle istituzioni di adottare e regolamentare le nuove tecnologie, ma anche criticità in termini di sicurezza sociale generate sia dai nuovi strumenti cybercriminali, sia dalle difficoltà di riconversione lavorativa di un altissimo numero di persone; profilo quest’ultimo di difficile gestione, per il conseguente aumento delle diseguaglianze e la frammentazione della società.

Il cambiamento del modello di sviluppo economico provocherà conseguenze in tutte le branche delle scienze sociali, ivi comprese quelle giuridiche. Il giurista è chiamato ad individuare (soprattutto de jure condito, ma anche de jure condendo) le soluzioni più appropriate per cogliere le opportunità e scongiurare i rischi connessi alle radicali variazioni del contesto.

L’eccessivo collegamento della ricerca  e della didattica dipartimentale con il nostro Paese, sia dal punto di vista dell’oggetto di studio che da quello della diffusione dei risultati della ricerca deve essere superato sia a livello di ricerca che di didattica. In linea generale occorrono forme di collaborazione capaci di superare i confini geografici e le delimitazioni settoriali e disciplinari. Ancor di più sul piano giuridico spesso le soluzioni sono univoche  a livello europeo o quanto meno soluzioni armonizzate; ove i conflitti di interesse sono del tutto simili nei vari Paesi ed è pertanto assai utile l’osservazione e lo studio delle soluzioni date in altri ordinamenti; soprattutto l’effettivo impatto del diritto e del lavoro dei giuristi sulla realtà, passa per l’efficacia persuasiva delle soluzioni proposte. Efficacia che non può esser limitata solo al nostro Paese.

Occorre incrementare la comunicazione dei risultati privilegiando scritti pubblicati in lingua inglese

Si prevede di editare una rivista in lingua, essenzialmente destinata ai giuristi stranieri, sul modello delle riviste delle Law School statunitensi