Magistratura tributaria, firma catanese sul primo concorso della storia repubblicana
UniCT Magazione, 17 giugno 2026

Dalle aule dell’Università di Catania alla nuova magistratura tributaria italiana. Sono diciassette gli ex studenti dell’ateneo etneo risultati vincitori del primo concorso pubblico per magistrato tributario della storia della Repubblica. Un dato che assume un rilievo straordinario se si considera che i vincitori complessivi sono stati 173: quasi uno su dieci porta con sé il percorso formativo maturato nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania.
In una selezione tra le più difficili degli ultimi anni, che ha visto oltre undicimila candidature e appena 173 idonei finali, il risultato ottenuto dai laureati catanesi rappresenta non solo il successo di singoli percorsi di eccellenza, ma anche una significativa conferma della qualità della formazione giuridica espressa dall’Università di Catania.
A “conquistare” la toga di magistrati gli ex allievi dell’ateneo catanese Michele Andrini, Ginevra Bonafede, Sebastiano Bramato, Umberto Calvanese, Chiara Carastro, Vito Catania, Miriam Cirnigliano, Eleonora Gullo, Serena Lutri, Alessia Marano (laurea e dottorato di ricerca), Antonina Maria Mistretta, Claudia Provenzano, Francesca Russo, Andrea Scimone (dottorato di ricerca all’Università di Catania), Simone Spina, Vanda Trovato, Daniela Viglianesi. Per i diciassette nuovi magistrati tributari formati a Catania si apre adesso una nuova fase professionale. Il 16 giugno, con il giuramento e la conseguente immissione in servizio, entreranno ufficialmente a far parte della nuova magistratura tributaria italiana, contribuendo al funzionamento di un settore strategico dell’ordinamento e portando con sé il patrimonio di competenze e valori acquisito durante il percorso universitario.
Un risultato che costituisce motivo di orgoglio per l’intera comunità accademica e che conferma, ancora una volta, il ruolo centrale dell’Università di Catania nella formazione delle eccellenze giuridiche del Paese.
«Come da tradizione gli allievi della scuola giuridica catanese dimostrano una solida preparazione e capacità di studio, essenziale per vincere i concorsi, non comuni, che si formano già negli anni passati nelle aule di Villa Cerami e del Polo didattico di via Roccaromana dove le ragazze e i ragazzi passano le loro giornate, crescendo insieme», ha spiegato il prof. Salvatore Zappalà, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza.
«Pare venne detto a uno dei candidati di successo a uno dei recenti concorsi per la magistratura ordinaria: Ma voi a Catania mangiate pane e diritto? – ha aggiunto il direttore del dipartimento -. Chiaramente si potrebbe dire che la fame di diritto e di giustizia contrassegna la nostra terra nel suo complesso ma penso che sia la straordinaria tenacia, competenza, solidità culturale e capacità di lavoro che caratterizza queste nuove leve delle professioni giuridiche, che sono certo si inseriranno nel migliore dei modi e alle quali faccio, anche a nome del nostro dipartimento tutto, i migliori auguri».
Sulla stessa linea che il prof. Antonio Guidara, ordinario di Diritto Tributario al Dipartimento di Giurisprudenza: «Sono molto contento che l’Università di Catania, e per essa il Dipartimento di Giurisprudenza, esprima un numero così elevato di magistrati tributari, per di più al primo concorso per magistrato tributario della storia. Ciò testimonia per un verso la solidità della formazione giuridica comunemente riconosciutaci (a tacer d’altro siamo da sempre Dipartimento d’eccellenza), per altro verso della formazione proprio nel campo del diritto tributario, ove vi è una Scuola di spessore, che vanta studiosi celebrati in ambito nazionale ed internazionale, fondata da uno dei più grandi maestri del diritto tributario, il prof. Salvatore La Rosa. Io sono il più giovane dei suoi allievi, ho l’onore di proseguirne le orme a giurisprudenza, insieme al collega Franco Randazzo, ma anche l’onere di portare avanti i giovani studiosi che si dedicano con passione alla materia»...
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